Esposizione “Civiltà Sarda”

Il 10 Agosto è stata inaugurata l’esposizione  “Civiltà Sarda. Al Centro della Storia” nel porto di Cagliari, nella vecchia stazione marittima nel molo Sanità.

Si tratta di un’esposizione didattica realizzata con l’apporto disinteressato di vari appassionati di archeologia. Questi hanno realizzato copie o ricostruzioni di materiali archeologici per poter spiegare al meglio ai turisti la cultura sarda. All’ingresso della mostra ci sono alcuni pannelli che spiegano brevemente la storia della Sardegna.

Ossidiana e Ceramica.

Seguono vetrine con ricostruzioni di armi e strumenti di ossidiana, splendidamente realizzati da Giuseppe Cabras. L’ossidiana era il materiale ideale per realizzare coltelli o strumenti affilati in genere: per la sua struttura molecolare è più affilata dei moderni bisturi. Seguono alcune vetrine con magnifiche riproduzione di ceramiche e di pintadere, realizzate da Manlio Rubiu e da Andrea Loddo.

le ceramiche di Manlio Rubiu nell'esposizione "Civiltá Sarda" al porto di Cagliari esposizione Civiltá Sarda: le ceramiche di Manlio Rubiu

Le ricostruzioni degli abiti dei bronzetti.

Subito dopo ci sono una serie di bronzetti, riprodotti da Andrea Loddo, con al lato la realizzazione in scala naturale dell’abito rappresentato nel bronzetto corrispondente. Si va dalla sacerdotessa di Selene con il cappello a punta e le collane multiple, al capovillaggio con il mantello e il bastone nodoso, a varie figure di armati.

Arcieri e guerrieri.

Grazie ai pannelli dell’esposizione si comprende molto bene ogni figura. Per esempio gli arcieri dovendo usare la loro arma con le due mani non potevano portarsi uno scudo, ragion per cui avevano una protezione rettangolare davanti al petto per proteggere gli organi più importanti. Altri guerrieri avevano una corazza di cuoio che li proteggevano dai colpi nemici. Anche l’elmo non serviva semplicemente per la protezione del guerriero al contrario era un arma d’offesa potente. Possiamo vederlo per esempio nell’arciere di Usellus, dove, a parte l’elemento decorativo della testa di volpe, il casco era dotato di una corona di sfere metalliche tutto intorno alla testa, che probabilmente servivano per rendere un’eventuale testata del guerriero molto più dannosa. Oltre alle sfere, nella maggior parte degli elmi erano presenti corna affilatissime.

Le realizzazioni delle armature dei guerrieri nuragici realizzate da Andrea Loddo per l'esposizione "Civiltá Sarda"

Il guerriero di Padria.

Alcuni bronzetti, come il guerriero di Padria presentano la punta delle corna dell’elmo che termina con delle sfere. Probabilmente si tratta di elementi di protezione per non ferirsi accidentalmente prima della battaglia. Nella parte anteriore dell’elmo era inoltre presente una piccola ascia, di modo che una testata del guerriero poteva essere letale. Questo guerriero era armato di tutto punto, con spada, lancia, scudo con umbone, contenente nel suo interno quattro spade di riserva. Le spade sottili potevano infatti rompersi in battaglia, per cui i guerrieri si attrezzavano con spade di ricambio.

Il demone con 4 braccia di Teti.

Molto interessante anche il guerriero con 4 braccia, non si sa se costituisse una sorta di figura mitologica, o un’armatura “da parata” per impressionare il nemico. Questo guerriero infatti portava un doppio scudo armato – con punte accuminate in modo che lo scudo era un’arma di offesa, oltre che di difesa) appeso a un’apparecchiatura che mimava due braccia finte, mentre con le due braccia reali regge due stocchi.

Strumenti musicali.

Sono presenti inoltre una serie di strumenti musicali, fedelmente ricostruiti dal musicista Pitano Perra, esperto in launeddas. Proprio le launeddas, raffigurate nei bronzetti, dovevano essere tra gli strumenti più antichi, insieme alle conchiglie, usate come corni. Una di queste conchiglie, rivestita di ocra rossa per sottolinearne la sacralità, è stata trovata nella tomba di Beniamino. Uno dei più antichi inumati della Sardegna, datato a 8400 anni fa, rappresentato nell’esposizione con una ricostruzione della sua tomba.

Strumenti musicali per l'esposizione Civiltá Sarda

Bisso e riproduzioni di navi.

Terminano la mostra i meravigliosi lavori di Bisso di Chiara Vigo e le ricostruzioni di navi di Gerolamo Exana. Le navi sarde erano molto particolari: si tratta di navi cucite. Questa particolare tecnica di fabbricazione delle navi testimonia l’antichità della sua ideazione e codifica, anteriore all’introduzione dei metalli. Le assi delle navi venivano infatti assemblate tramite una serie di forature attraverso le quali queste venivano cucite insieme con corde vegetali. I fori venivano poi coperti con stoppa e impermeabilizzati mediante l’applicazione di un catrame vegetale. Questo era ottenuto dalla combustione di legna di lentischio e ginepro.

Le riproduzioni delle navi cucite realizzate da Gerolamo Exana per l'esposizione Civiltá Sarda

Le navi cucite di Gerolamo Exana nell’esposizione “Civiltá Sarda”

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Web: David Oliveras | Carles Salas